assemini futura
il blog di Basilio Scalas
giovedì 3 marzo 2011
diario politico
Perso il senso, le parole si mischiano, si co-fondano, si personalizzano, orfano di un dizionario sociale attendibile, io le ho finite, in entrata e in uscita. Per ora mi difendo con uno standard tecnico che non può durare. Non passerà un mese e se non muore o se ne va, dovrò sciogliere il voto e pagare pegno. Mi fermo. Me ne sto a casa, ultimo confine all'orda. E' complicato, ma molto meno che all'Asinara, anzi. Nessuno mi obbliga e solo uno può soddisfare la rivendicazione. Mi faccio la tournè a fine mese, al Metastasio di Prato e ridotte al possibile le inevitabili ricadute sociali e familiari, attacco la fermata ad oltranza. Fermata Obbligatoria. Avrei preferito uno sciopero generale proclamato per una settimana, tre giorni al massimo e si sarebbe sfarinato. Non è andata così pazienza.
Buonanotte
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martedì 1 marzo 2011
citazioni incolte
"Sentivo la necessità di distanziarmi da tutto e tutti, avevo bisogno di una separazione tattile e sensoriale. Così senza tante storie, mi defilai, eclissandomi nel mio primo e solo momento di esilio volontario." - Wole Soyhka -
diario politico
Come una nemesi, per sgretolamento sanguinario gran parte del suo mondo svanisce. Ora insieme al sordo ronzio dei buoni consigli, arrivano gli inviti diretti delle maggiori democrazie occidentali a lasciare il paese. Loro garantiranno il salvacondotto per l'esilio che si sceglierà. In mille ascari lo spingono a resistere solo per rafforzare e difendere il bottino accumulato durante il suo regno, non uno che non abbia almeno una buona ragione per preferirlo morto anziché in disgrazia. Lui lo fa d'istinto, ma da grande cacciatore sa perfettamente chi è la preda stavolta.
Buonanotte
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martedì 15 febbraio 2011
citazioni incolte
"Può sembrare paradossale, ma la parola giustizia non può fare ameno della parola ribellione" - Gianrico Carofiglio -
diario politico
Buonanotte
sabato 12 febbraio 2011
diario politico
Ora che anche l'ultimo argine ha ceduto e la parola guerra è una delle tante che risuonano a difesa del suo inarrestabile declino, ora come non mai il disprezzo per gli amici e i nemici lo lasciano in una solitudine millenaria riservata agli dei. Sa che la guerra è già vinta perché già combattuta. Lui in trincea c'è da sempre e sono stati gli anni del liceo dai salesiani a forgiarne il metodo e gli obiettivi. Gli era bastato stimolare prima e assecondare poi gli istinti peccaminosi che invano certi uomini tentano di soffocare sotto una tonaca nera per averne il controllo totale e garantirsi una brillantissima carriera scolastica evitando che il tedio per lo studio rallentasse la sua marcia. Da allora prima di preoccuparsi del nemico ha sempre curato con attenzione maniacale la ricatabilità degli amici. Sapeva che questo gli avrebbe dato la forza di costruire un potere inattaccabile perché tutte le partite si sarebbero giocate con le regole morali che lui avrebbe deciso, si trattava solo di renderle plausibili. Mille volte ha ripensato ai giorni del liceo guardando i paginoni di denuncia per le sue malefatte, non li ha mai letti, per questo e c'era il suo esercito di legulei e scribi. Il suo occhio allenato scrutava semmai la ridondanza di cosce e tette che incorniciavano quegli articoli, sicuro che quei frammenti di carne patinata indispensabili alla sopravvivenza dei suoi detrattori, parlavano una lingua che il suo popolo ammantato fin dalla nascita nell'ipocrisia di una tonaca nera, avrebbe capito più di mille parole. La fine poteva arrivare solo per mano sua o della sua stessa stirpe e così è stato, dalla carne della sua carne. Gli altri, i comuni mortali, amici o nemici che siano, anche quando il dramma è svelato colgono solo i dettagli volgari e aberranti e nessuno avrà mai la forza di condannarlo o assolverlo per il suo unico punto debole, quell'amore paterno irrefrenabile che oggi è costretto a placare col sacrificio di mille bambine.
Buonanotte
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mercoledì 9 febbraio 2011
citazioni incolte
"Questa volta il silenzio si fecce spesso. Istintivamente tutti sapevano che toccava al giudice pronunciare il brindisi. Ma nel liquido chiaro del bicchiere lui vide un'onda di capelli biondi scompigliati. Il coniglio nella tagliola." - Paola Barbato -
diario politico
Due notti fa l'ultima crisi. Non aveva mai messo in conto di incontrare la paura da così vicino. Ha sempre pianto alla notizia di una morte anche quando riguardava persone che conosceva appena, il sapore agrodolce delle lacrime mischiate al fondo tinta stimolando un'ingordigia infantile, generava automaticamente altro pianto. Mentre tutti si affannavano a consolarlo, lui si godeva il gusto della sua pena, felice di fregare ancora una volta dio e gli uomini. Ha anche provato - malgrado i consigli dei medici - a truccarsi pesantemente prima di andare a dormire, dopo l'ultimo tiro, con l'unico risultato che gli specchi gli rendevano con precisione il terrore generato dalla sua incontrollabile disperazione. E' stato quando in una illuminazione fulminate ha capito che il sapore del suo incosciente pianto notturno, era uguale all'odore rancido che malgrado i mille unguenti il cadavere della madre gli ha trasmesso nel bacio d'addio. Da due giorni non riesce a fare a meno dello sciamano. Per giustificare l'ingombrante presenza del suo personale "Don Juan", non ha trovato di meglio che proporlo come ministro della giustizia.
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lunedì 7 febbraio 2011
diario politico
Ancora pochi passi e non potrà più tornare indietro. Non ha quasi più niente da dimostrare, il suo potere regge benissimo, inattaccabile su tutti i fronti, eppure per la la prima volta sa che la potenza attorno lui è pari alla fragilità che sente dentro. Già, quasi percepisce il rumore del vetro che si infrange nella testa e gli scorre graffiante fino all'ultimo capillare quando la linea criptata trilla ansiosa di aggiornarlo. Ancora pochi passi e come sempre toccherà a lui decidere se può essere peggio di così. In altri tempi non avrebbe avuto incertezze, avanti senza guardare in faccia nessuno, ma ora dopo che quell'infame di Maroni ha permesso che gli fottessero la riserva di coca ed è costretto ogni sera alla ridicola messa in scena della pipa e a tirare forte che il fumo gli esplode in gola perché il provvidenziale dono dell'amico libico raggiunga l'effetto desiderato, è tutto più complicato. Ora deve far finta di non ricordare il sussulto di paura quando la guardia del corpo gli si avvicina cauto quasi con tenerezza: "sono io presidente, è solo un po' di sudore" e gli raccoglie il filo di bava prima che dalla bocca inerme raggiunga il guanciale di seta blu.
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martedì 1 febbraio 2011
diario politico
L'isolamento continua inesorabile. Da don Verzè solo un attestato di stima, lui chiedeva la sconfitta del cancro, ma niente. Bisogna aspettare ancora tre anni, se la sperimentazione sulle cavie va a buon fine, si potrà provare sull'uomo. Un cancro che profittando della parentela, uccide il tumore, tecnica ampiamente sperimentata in politica. Cavallo di Troia l'hanno chiamato il miracolo che nel duemilatredici salverà mezzo pianeta. Secondo programma elettorale. Invece, gli rimangono poche settimane, anzi a questa velocità, pochi giorni per mettere in gioco tutto. Ripensa a quella notte gonfio di cocaina, stanchezza, palle girate, il telefono, la "nipote di Mubarak! le sto dicendo", ancora un tiro, risate e porcherie. All'alba, solo, pronto per il sonno veloce e appagante che le diavolerie del San Raffaele gli garantiscono, si sentiva come pieno di se ma non sazio. Isolato dal mondo, non sentii il rumore della pioggia e del camion dei rifiuti che pigro e rumoroso ripuliva il suo pezzo di mondo.
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giovedì 27 gennaio 2011
diario politico
Detto che l'epilogo non lo conosciamo, ci limitiamo ad auspicarlo. Suicidio!, resta l'unica cosa nobile che gli è ancora concessa. Capisco, non dev'essere facile eppure, sono sicuro che l'idea del martirio o giù di li sta covando tra i vasi sanguinei sibilanti oppressi dal lifting e soffocati di pvc. Non mancano come previsto i clamori di guerra, compresi quelli mafiosi per bocca di un vecchio senatore ex dc in abito blu, siciliano in sovrimpressione su palazzo Madama. Come in un film di serie B dichiara al capo mandamento la totale disponibilità della sua gente a battersi per la democrazia e la libertà, con tutti i mezzi! Dica lui. Visti da qui la guardia padana, cosa nostra, il clero, più che parlare a lui minacciano me. Ma queste sono cose umane, conosciute e controllate, a lui non rimane che un gesto sovrumano, per evitare la vecchiaia, lo sguardo dello specchio e dei figli. Con i diritti commerciali e religiosi derivati dall'auto trapasso, la sua diverrà una delle dinastie più ricche e potenti del pianeta. Potrebbe anche fare come noi comunisti che prima di tirare le cuoia chiamiamo il prete così muore un democristiano, finirebbe all'inferno fregandoci per l'ennesima volta.
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martedì 25 gennaio 2011
citazioni incolte
"L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché accoglie nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica." - Antonio Gramsci -
diario politico
Mi sembra complicato che dichiarino guerra anche al vaticano. In questo momento ha la rabbia a mille. Gli stanno portando via ciò che è suo, l'impero, come si usa definirlo in economia. E' ha ragione, è solo tutto più disordinato, sfilacciato ma l'hardware è più potente che mai. Nessuno lo sa meglio di lui, i sondaggi gli arrivano in tempo reale e gli confermano la tenuta del sistema. Ma dopo il vaticano, niente sarà come prima, da domani inizia la decadenza. Un altro paio di proclami minacciosi, poi la decisione. L'esilio sarebbe meglio di niente. Me lo vedo tra dieci anni, in una pausa dei suoi affanni erotici sostenuti da macchinari sempre più invasivi e donne sempre più bambine, guardare con nostalgia il paesaggio toscano con cornice del settecento che si è portato dietro.
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sabato 22 gennaio 2011
citazioni incolte
"Cambiarono a piacimento il significato consueto delle parole in rapporto ai fatti. L'audacia sconsiderata fu ritenuta coraggiosa lealtà verso i compagni, il prudente indugio viltà sotto una bella apparenza, la moderazione schermo alla codardia, e l'intelligenza di fronte alla complessità del reale inerzia di fronte ad ogni stimolo: l'impeto frenetico fu attribuito a carattere virile, il riflettere con attenzione fu visto come un sottile pretesto per tirarsi indietro." - Tucidide -
diario politico
Inizio a scrivere pensando che farei bene a stare zitto. Mi son fatto convinto che le istituzioni nel nostro paese siano molto più traballanti oggi che durante i peggiori anni di piombo. Sono testimone dei due periodi e questa convinzione non me la toglie nessun dottore della scienza storica e politica. Ci sono molte più bombe e casini adesso, la contabilità dei morti è palesemente intrecciata e truccata. Azzardo che passerà pochissimo e assisteremo non so se a una farsa o una tragedia, di quelle che sembrano vere e che finiscono con una guerra o con un suicidio. In entrambi i casi sarà un disastro. Naturalmente per la portata dell'evento, minori costi e maggiore profitto, è auspicabile la seconda soluzione. Io mi do alla macchia comunque. Sparisco. Non l'ho ancora acceso ma da tre giorni un Iphone mi segue discreto garantendomi una futura reperibilità planetaria che mi conforta. See adesso mi metto l'armatura e affronto la guardia padana con la spada. Ma se non ho ancora il bancomat. No no, niente resistenza, figuriamoci, alla Fiat avrei votato si e non è un caso che non lavori li. Comincio a studiare il disertore e prima o poi lo suoneremo, alla macchia.
Buonanotte
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sabato 27 novembre 2010
citazioni incolte
"Se a venti facevi cose da cinquantenne a cinquanta godi di un credito con la gioventù" - Basilio Scalas -
diario politico
L'autocensura a cui mi sono condannato mi è stata utile per dedicare molta energia e passione al lavoro, dal due agosto che ho buttato giù l'ultimo post l'intensità della vita quotidiana ha avuto una cadenza entusiasmante. Lo dico con umiltà e l'accompagno con la dovuta scaramanzia apotropaica in uso nel mestiere dei teatranti. Nelle prime tre settimane di ferie con Anna, Diego e Andrea, con la sola pausa di due giorni a Ruinas a seguire il Meeting, abbiamo sistemato il cortile che è diventato un patio sardo-ispanico che non avevo finito di stuccare l'ultima pietra ed ero in partenza per Santa Teresa a onorare l'impegno con la famiglia d'arte Jana. Musica sulle Bocche è una baraonda folle di suoni, visioni e parole, tutto va graffiato al granito, alle salite, al vento alla sabbia e al sonno. Per una settimana Dioniso l'ha fatta da padrone in quella terra che da di spalle alla Sardegna. Una settimana senza tregua, neanche un attimo di noia e si trova pure il tempo dell'ascolto. Bella storia ma quando sono rientrato ho dormito sedici ore filate, non mi succedeva dagli anni ottanta. Al risveglio mi coglie una bella sensazione come di appagato, per cui decido che le ventiquattr'ore che mi separano dal rientro dalle quattro settimane feriali, possano prevedere la potatura e lo smaltimento del glicine e della whashingtonia. Il mattino seguente mentre prendo il caffè con la squadra, mi sento pronto per affrontare una stagione di produzioni, ospitalità e riprese che a occhio era la più interessante e frenetica della mia non breve carriera. Così è stato. Tra tutto emerge un importante e vivace rapporto con i milanesi e Milano che non avevo preventivato e di cui racconterò in seguito. Intanto martedì arriva Paolo Rossi giusto per mantenere viva l'attenzione su quella città. Spero che abbia buone notizie sull'Inter.
Buonanotte
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giovedì 5 agosto 2010
lunedì 2 agosto 2010
diario politico
In queste settimane ho provato più volte a scrivere, unico risultato cestinare tutto perché il tragitto del pensiero dal cervello alla tastiera inevitabilmente perde o tradisce il senso originario. Tutti i post di questo blog sono nati assecondati dalla confortante complicità della notte, senza altro obbiettivo che rendere per quanto possibile meno afasica la discussione politica su Assemini e dintorni. Probabilmente i pochi interlocutori hanno scorte di ossigeno ben superiori alla mia. Attingono da fonti a me ormai precluse, sicurezze ideologiche, morali e scientifiche irraggiungibili al mio orizzonte. Tradisco la notte per non concedere nessun alibi allo squallore che mi sta attorno e di cui faccio parte. Passerò come quasi tutti i giorni in via 2 agosto 1980 e spero che un pò del mio disprezzo residuo arrivi agli inconsapevoli complici dei carnefici di trentanni fa. Solo dopo passerò a vedere se i lavori del Teatro delle Palme hanno prodotto altro dalle macerie.
Buonagiornata
Buonagiornata
martedì 20 luglio 2010
citazioni incolte
"E soprattutto da lui, spietatissimo contro tutti gli scribi e i farisei del teatro, abbiamo imparato quel benefico disprezzo per tutte le miserie, le vanità e falsità del palcoscenico, che è il nostro unico vanto e per il quale non ci sentiamo tra i nostri colleghi in troppo numerosa compagnia." - Sergio Tofano -
diario politico
Mi convince l'idea della fabbrica di Niki Vendola, se non diventa un set. Conosco e frequento entrambi gli ambienti e il pericolo di dedicare troppe energie e aspettative al dire politico, spesso degrada il fare a difesa delle retrovie. Se deve essere fabbrica, che sia!. 10 10 10.
Buonanotte
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lunedì 12 luglio 2010
diario politico
Egregio Sig. Sindaco,
Le scrivo per proporle una modesta riflessione sulla nostra cittadina. Non sono sorpreso dalla crisi politica che sta attraversando con la sua maggioranza, era inevitabile. Stessa assenza di progetto della prima legislatura e peggiore compagnia, più distante da lei anagraficamente e culturalmente. In più, questa volta si è aggiunta quella che sembra una pericolosa guerra per bande nel suo partito, oltre alla crisi economica e i suoi derivati sociali. Ancora una volta si deve accontentare, per così si dire, del risultato minimo, per due volte ha sbarrato vittoriosamente la strada al rinnovamento del centro sinistra. Non gliene faccio una colpa, ma non mi pare neanche roba di cui menar vanto. Sarebbe importante avere la sua parola chiara sullo stato delle cose. Capisco che non sia semplice ma l'autorevolezza deve emergere, c'è bisogno di sapere se questa volta reagirà al degrado che ha caratterizzato la fine della prima esperienza amministrativa, se sarà capace di governare e chiudere una pagina che non può avere un futuro migliore del suo presente. Si dimetta lei, faccia subito una verifica, un occhio al quadro politico e uno alla società, per provare a ridurne l'asimmetria. Valuti se sia utile insistere sul crinale già preso. Sono personalmente convinto che ne la mia e tanto meno la sua generazione sia adeguata a guidare questa fase, gli esempi abbondano. Riscatterà un pò anche il suo curriculum politico se sarà capace di costruire per il bene comune, un passaggio generazionale inevitabile che inevitabilmente si allargherebbe a tutto il quadro politico. Conscio che non sarà un periodo facile le auguro per questo serenità e saggezza, non guasterebbe anche un pò di tempestività. Con tutto il rispetto per la persona e l'istituzione in essa rappresentata.
Buonanotte
Le scrivo per proporle una modesta riflessione sulla nostra cittadina. Non sono sorpreso dalla crisi politica che sta attraversando con la sua maggioranza, era inevitabile. Stessa assenza di progetto della prima legislatura e peggiore compagnia, più distante da lei anagraficamente e culturalmente. In più, questa volta si è aggiunta quella che sembra una pericolosa guerra per bande nel suo partito, oltre alla crisi economica e i suoi derivati sociali. Ancora una volta si deve accontentare, per così si dire, del risultato minimo, per due volte ha sbarrato vittoriosamente la strada al rinnovamento del centro sinistra. Non gliene faccio una colpa, ma non mi pare neanche roba di cui menar vanto. Sarebbe importante avere la sua parola chiara sullo stato delle cose. Capisco che non sia semplice ma l'autorevolezza deve emergere, c'è bisogno di sapere se questa volta reagirà al degrado che ha caratterizzato la fine della prima esperienza amministrativa, se sarà capace di governare e chiudere una pagina che non può avere un futuro migliore del suo presente. Si dimetta lei, faccia subito una verifica, un occhio al quadro politico e uno alla società, per provare a ridurne l'asimmetria. Valuti se sia utile insistere sul crinale già preso. Sono personalmente convinto che ne la mia e tanto meno la sua generazione sia adeguata a guidare questa fase, gli esempi abbondano. Riscatterà un pò anche il suo curriculum politico se sarà capace di costruire per il bene comune, un passaggio generazionale inevitabile che inevitabilmente si allargherebbe a tutto il quadro politico. Conscio che non sarà un periodo facile le auguro per questo serenità e saggezza, non guasterebbe anche un pò di tempestività. Con tutto il rispetto per la persona e l'istituzione in essa rappresentata.
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mercoledì 7 luglio 2010
diario politico
Io Marco e Anna i soli presenti ad assistere ai lavori del consiglio comunale di Cagliari. Eravamo li per fare gli auguri a Tore, al suo esordio in quegli scranni. Presenti ventisette, uno parlava, due ascoltavano, quattro confabulavano in disparte, gli altri al cellulare, per lo più messaggi. La domanda che ci siamo posti all'arrivo sulla totale mancanza di popolo, se non quello delegato e quello stipendiato, ha trovato la sua frettolosa risposta in quell'immagine catturata dal loggione a strapiombo riservato ai cittadini. Sul finire del primo intervento, ci è sembrata sufficiente la testimonianza d'affetto e l'incoraggiamento al compagno, gli ho fatto un sms di saluti con relativa battuta che oltre a un sorriso ha strappato anche una risposta. Purtroppo questo ha fatto si che l'oratore perdesse metà della sua audience.
Buonanotte
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