Buonanotte
mercoledì 2 luglio 2008
diario politico
Primo incontro del gruppo consigliare PD e prime scintille, d'altronde è normale che sia così. Mi auguro che questa fase di chiarimento conduca ad una soluzione, non solo condivisa, ma avanzata. Detta così sembra facile, in pratica si tratta di ricostruire un gruppo dirigente e finita l'adrenalina, convincere buona parte dei candidati e di coloro che ci hanno sostenuto che le loro aspettative politiche possono trovare una prospettiva nel partito. Molto dipenderà dai prossimi passaggi, capiremo se trattasi di due o più fazioni pronte allo scontro ho di un partito adulto. Da semplice iscritto, non mancherò di provare a convincere compagni e amici che dovrebbero fidarsi di più del proprio buon senso e meno delle sirene di palazzo che si rivelano spesso per la loro vacuità. Sul campo avverso solo "no comment", a occhio pare di capire che i problemi grossi riguardino PDL e UDC. Una regressione da spot mi fa tornare in mente: "Ti piace vincere facile?" Domani colazione al Five per saperne di più.
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11 commenti:
Ma è vero che alla riunione del gruppo consiliare si è presentato a facci manna anche l'ex sindaco ?
A che titolo?
Secondo me l'ex sindaco si è presentato perché quelli a cui "piace vincere facile" li conosce da tempo. Quindi, voleva incontrare quelli a cui "riesce di perdere facile".
Ohhhhhhhhhhhhh Valeriooooooo!!!!!!!!!!!
I titoli sono quelle cose che permettono ad alcuni di guardarti dall'alto in basso e ad altri di poter dire la loro con cognizione di causa
A quale categoria appartiene secondo te l'ex Sindaco????
come diceva Frassica: Ai poster l'ardua sentenza!
l'ex sindaco pare si sia presentato come vincitore delle elezioni, avendo votato e fatto votare Mereu
Qualche giorno mi lamentavo che fosse finita la campagna elettorale. Perchè in quel periodo tutti mostrano la loro faccia migliore, e io mi illudo che le persone siano effettivamente così. Tutti molto propositivi, grandi capacità di analisi e lungimiranti visioni progettuali. Poi, appena finito il conteggio, tutto torna come prima, ricomincia il balletto dei tatticismi attorno al nulla. Si, perchè di questo si tratta, del nulla sotto vuoto spinto, non uno che butti sul tavolo uno straccio di progetto, ma solo osservazione delle mosse degli altri e chiacchericcio al limite del pettegolezzo. Pensano che quello sia far politica e del resto non hanno mai visto niente di diverso. E' così che nasce la politica da marciapiede (di via Sardegna). Si passa il tempo ad osservare gli altri, a cercare di carpirne ogni movimento e a preparare le contromosse, intanto dai cittadini ci si fa vedere tutti impegnati a confabulare , per trasmettere la sensazione di essere impegnati in grandi manovre "per il bene di tutti", con aria da grandi statisti, e invece non c'è più spessore che in una soap televisiva. E così è tutta una rincorsa, è tutto un giocare in difesa, è tutto un attendere le mosse degli altri. E così mi pare che traspaia dalle parole di Basilio sui primi passi del nuovo gruppo consiliare. Si percepisce che ci sono schermaglie di posizionamento, ma non si capisce attorno a cosa e perchè. Cosa divide queste persone? ce lo volete dire? chi vuole fare cosa? No, perchè se il dibattito è sulle persone, allora non andiamo lontano. Ho partecipato personalmente a più di una campagna elettorale in cui c'erano più candidati che ambivano ad essere eletti senza aver mai spiegato perchè avremmo dovuto preferirli, così, solo per la persona in se. Che idiozia. La sconfitta elettorale ci consente di portare avanti il processo di definizione dell'identità del Partito Democratico, è un momento da sfruttare al meglio. Il dibattito deve essere sulle idee, su quello che vogliamo fare, sull'idea di società che abbiamo e su come e cosa vogliamo fare per realizzarla. E per fare questo dobbiamo essere generosi, nel senso che non dobbiamo avere remore a esternare le nostre idee, dobbiamo farle correre e, vi dirò di più, non dobbiamo neanche preoccuparci del fatto di essere all'opposizione e rischiare di vederci soffiare le idee dalla maggioranza. Perchè se le idee sono buone, la cosa importante è che siano attuate, e in ogni caso, il migliore interprete è sempre colui che ha avuto la capacità di elaborarle, e ne rimarrà sempre il legittimo portatore. E i cittadini queste cose le sanno e magari la prossima volta che devono votare se ne ricorderanno. E' un modo questo per fare politica all'attacco, con la sguardo rivolto verso il futuro, costruendo l'agenda e non facendosela dettare. Per coerenza, chiudo buttando lì un'idea, tanto per fare un esempio. Sapete che dal 1990 (Bassanini) c'è una separazione fra i poteri che governano le Amministrazioni pubbliche: la parte politica programma e dà indirizzi senza potere di spesa e la parte amministrativa (i funzionari) che attuano gli indirizzi e spendono. I politici non dovrebbero entrare nel merito delle scelte dei funzionari (esempio: incarichi professionali) e dovrebbero valutarli alla fine dell'anno per i risultati conseguiti, riconoscendogli un compenso (una indennità) in funzione degli stessi. In pratica i funzionari dovrebbero essere dei manager che attuano le indicazioni politiche e ricevono un compenso aggiuntivo per i risultati raggiunti. In pratica (fino ad oggi - e quindi la cosa riguarda anche noi - e ancora domani certamente) i manager hanno rinunciato alla loro prerogativa di autonomia facendosi dettare i nomi dei professionisti da incaricare per compiacere alla politica e avere, alla fine dell'anno, il massimo dei compensi, a prescindere dai risultati raggiunti. Questo metodo è indicativo del modo di pensare dei nostri politici: le opere pubbliche, per esempio, non sono investimenti, non sono oggetti funzionali ad una esigenza da soddisfare e pertanto vanno realizzate al meglio, sfruttando le migliori intelligenze (magari con concorsi di progettazione), no, sono solo occasioni per foraggiare gli amici e mantenere il bacino elettorale, se poi l'opera la fa uno non bravo e non funziona, pazienza. Mi diceva un amico socialista qualche giorno fa: "ci accusano di essere passati a destra, ma noi eravamo di sinistra solo quando c'era da alzare la mano, mai quando c'era da spartire". Possiamo aprire una discussione per capire come ci vogliamo porre di fronte a questo problema. Io penso che noi dovremmo dire che prendiamo l'impegno, quando avremo l'occasione di governare, di non prestarci a queste logiche, che prendiamo l'impegno di non fare alcun nome ai funzionari, di lasciare che gestiscano le risorse come ritengono più opportuno e però di garantire che i compensi saranno effettivamente commisurati ai risultati e qualche potranno essere anche vicini a zero, se del caso.
Tanto per fare un esempio.
Ciao Roberto Spina, intanto saluta il mister socialista, ( dove si è accasato quest'anno), per quanto riguarda il resto hai quasi ragione senonchè, nella pratica la spartizione degli incarichi avviene tra i politici e responsabili dei servizi, per cui le scelte lungi dal rispondere a criteri di competenza ecc. vengono determinate solo da rapporti di amicizia personale nascosti dietro il fatidico intuitus personae.
Comunque se non hai intenzione di restare solo virtuale, potremo anche valutare l'ipotesi di elaborare un documento(dirlo non costa niente tanto poi non avrò il tempo).
Il problema è che mentre noi discutiamo di questo, altri stanno già costruendo o ricostruendo la loro candidadutura a Sindaco, ecco le vere strategie( meglio finalità) dietro la discussione nata in senso alla riunione tra il gruppo consiliare e...non si capisce bene chi.
Ciao ragazzi, da che esiste la sinistra, la destra ha dovuto impiegare molto tempo prima di accettare e capire che le proposte progressiste erano le migliori. Da qualche tempo sembra che qualcuno insegua le posizioni della destra, chi? Qualche nome? Binetti e Rutelli bastano? Mi spiegate dove state andando?
X Francesco: perchè ho QUASI ragione? qual'è la parte dove non ce l'ho? non perchè non possa esserci, anzi, ma non la vedo espressa. Poi il fatto che siamo qua a parlarne è già fare qualcosa, io poi ne ho parlato con più persone, interne ed esterne al PD. Il punto è che, fino ad ora tutti si sono trovati a scegliere tra schieramenti con metodi e finalità assolutamente identici. Credo che intanto si debba proporre una alternativa a questi modi di fare, farli diventare discriminanti, e poi vedere chi c'è e chi non c'è. La mia è una espressione di intenti, se c'è da schierarsi con una parte su queste basi, beh, non ho bisogno di pensarci molto (e sono anche curioso alla conta di vedere chi sta di quà e chi sta di là) ma dobbiamo riuscire a regalarci questa prospettiva. Anche perchè, sono convinto, sia l'unica maniera per riuscire a tornare a governare senza passare da certe ricostruzioni. Tu sei più pratico (oltre ad essere più colto) di me sui percorsi interni al partito, il passaggio da fare è il documento? bene, qualcuno vuole proporre una bozza? Tu Francesco? se si vuole, si può partire da quello che ho scritto sopra, ma quello è solo un aspetto di tanti altri che si potrebbero affrontare (scuola, agricoltura, urbanistica, etc.) per arrivare a definire una proposta organica. E' facile, si scambiano le email, si fa girare, si elabora con il contributo di chi ci vuole stare e si porta all'esterno e vediamo se si riesce a spostare l'asse della discussione. Portiamoli a parlare di cosa e come fare, e non di chi.
X Valerio: OK le punture a quello che è/non è il PD, ma quì mi aspetto che entri nel merito, mi piacerebbe sapere se condividi o meno le mie parole (e anche dagli altri ovviamente).
Roberto sono le 20.25 e la mia giornata non è finita, e sono contento perché faccio qualcosa che io ho costruito e di cui sono contento. Ciò non toglie che sia parecchio stanco per riuscire a darti una risposta lucida. Però credo che il tuo intervento meriti uno sforzo da parte mia, non per rispondere nel merito, ma invece per dirti che esistono principi e valori che applicati alla politica la rendono di sinistra. Per non perderci perché non ci confrontiamo su come si agisce quando si amministra (un partito o un paese) e vediamo se su quelle azioni ci riconosciamo i nostri principi e i nostri valori?
Possiamo partire da come sono state condotte le primarie a quali criteri si usano per determinare l'espansione urbanistica di un paese, a come si determina un'azione del servizio sociale pubblico.
Io non mi esprimo sulle tematiche di un partito di cui non faccio parte, lo vedo da fuori, esprimo in un modo o nell'altro ciò che percepisco, lo faccio su questo blog, perché riesce ad essere l'insieme di tutti noi che partecipiamo, questo è quello che un partito deve mantenere e che invece tutti stanno dimettendo andando sempre più nella direzioni di comitati elettorali senza identità.
Mi....a siete seri davvero,Roberto mi invita a fare un documento,lo sapevo che mi sarei incasinato la vita di nuovo, anzi no, quel documento l'ho già predisposto nel 2003, delineando come si sarebbero dovuti sviluppare i rapporti tra i politici, responsabili di servizio e dipendenti, ovviamente partendo dalle Bassanini.
Ma attenzione in quella circostanza precisai anche anche che la divisione dei poteri tra organi politici e amministrativi, andava vigilata con estrema attenzione in quanto l'ignoranza della classe politica rischiava di determinare una abdicazione del potere politico a favore del funzionario che finiva per coprire gli spazi lasciati vuoti dalla mancanza di indirizzi politici.
Cè un problema in questa tematica di equilibri e contrappesi e verifiche che va codificato ma che troppo spesso si preferisce lasciare oscuro pe rpoterlo gestire con dicsrezionalità.
Mo è tardi, ho appena finito di lavorare, sono stanco e per oggi non entro più in questo blog ciao.
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