giovedì 5 febbraio 2009

diario politico

Ormai funziona così, tutto estremamente veloce in apparenza, ma i tempi da talk show non devono ingannare, c'è qualcosa nell'aria che mi assicura che i ritmi della società  siano gli stessi, più o meno dal dopoguerra in poi. Anche le mie modeste riflessioni attingono ad un armamentario che affonda le sue radici negli anni sessanta, compreso il bagaglio di dubbi. Uno di questi riguarda la tendenza gerontocratica del paese, Zavoli è l'ultimo esempio di unanimità nazionale e di questo passo non convinceremo mai Max a rientrare in Italia. Sul Corriere leggo che Soru usa l'argomento per rispondere alla sfrontatezza del premier e lo fa bene. Le citazioni di Caligola e Adriano mi fanno sperare in un primo approccio autocritico del presidente, vedremo se ci saranno meno cavalli in senato ho se come temo si ricorrerà all'ausilio di bestie perfino meno nobili secondo la vulgata. Vi lascio con la nota ricevuta da Sergio Lecis che ha inviato anche il testo riassuntivo dell'accordo politico tra PSd'Az e Pdl che ho tralasciato di pubblicare perché sufficientemente noto. 
Buonanotte

Sergio Lecis nato ad Assemini  il 22/07/1954

Sposato, 2 figli, Pensionato Ministero della difesa.

Assessore alle politiche sociali comune di Assemini

Presidente associazione Sonus de Canna

Suonatore di Launeddas

Il mio Partito non può collocarsi, secondo gli schemi classici, nè a destra nè a sinistra, soprattutto in un periodo storico in cui i due poli tendono ad equipararsi.

Chi accoglie il nostro programma e’ un interlocutore.

Troppo spesso altri hanno cercato di decidere per noi, in troppi cercano di indicarci la strada, il nostro e’ un partito democratico non verticistico  le decisioni nascono dal  consiglio nazionale organo eletto dal congresso che nasce da delegati eletti dalle 340 sezioni cittadine distribuite sul territorio sardo.

Noi siamo indipendentisti, democratici, per uno stato sardo- europeo, ci differenziamo dagli altri partiti indipendentisti in quanto noi pensiamo che sia importante governare e quindi vista anche la legge elettorale penalizzante che vige, facciamo alleanze anche  con i partiti italiani.

Bisogna dire che in altri stati europei si parla  da tempo di un Europa di piccoli stati, in Italia e tabu’, noi vogliamo un Europa dei popoli e delle nazioni, dove ogni singola nazione possa autodeterminarsi e decidere il proprio futuro, o meglio un mondo dei popoli, e delle diversita’.

La scelta questa volta dopo 88 anni e’ ricaduta sul partito pdl che ha accolto tutti i punti programmatici del partito sardo d’azione, alleanza quindi puramente programmatica, per il rilancio dell’ economia nel territorio .

 

  

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